Punto Nido d’Ape (Honeycomb) all’Uncinetto: Elasticità e Spessore Perfetti

Ottobre 10, 2026

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Benvenuti nel mio angolo di filo e serenità! Oggi voglio parlarvi di un punto che mi ha rubato il cuore fin dalla prima volta che l’ho lavorato: il Punto Nido d’Ape, conosciuto anche come Honeycomb Stitch. Se siete alla ricerca di una texture che unisca calore, corpo e una bellezza geometrica senza tempo, siete nel posto giusto. Questo punto è una piccola meraviglia della tecnica: sembra complicato, ma nasconde una logica semplice e ripetitiva che, una volta capita, diventa quasi una meditazione. È perfetto per le giornate fredde, quando desideriamo avvolgere chi amiamo in qualcosa di solido, morbido e assolutamente elegante.

Il Nido d’Ape è un punto che definirei “architettonico”. La sua superficie è composta da piccole cellette esagonali, proprio come quelle delle api operose, create dall’intreccio di maglie allungate e maglie basse. Questa struttura gli conferisce una compattezza straordinaria e un spessore termico invidiabile. Non è un punto traforato, non è leggero come un merletto: è un punto che “pesa” il giusto, che tiene la forma e che dona ai capi un aspetto ricco e artigianale. Perfetto per coperte invernali che devono trattenere il calore, ma anche per cappotti leggeri e giacche primaverili che necessitano di una texture consistente ma non rigida.

In questa guida vi prenderò per mano e vi accompagnerò passo dopo passo. Non abbiate paura se siete alle prime armi con i punti allungati: vi spiegherò ogni singolo movimento, dall’orientamento dell’uncinetto alla tensione del filo. Preparate la vostra tazza di tè preferita, sedetevi comodi e iniziamo questo viaggio insieme.

Cos’è il Punto Nido d’Ape e perché innamorarsene

Il Punto Nido d’Ape è una variante del classico punto nocciolina o punto popcorn, ma con una struttura più ariosa e geometrica. La sua caratteristica principale è l’uso di maglie allungate (o maglie alte allungate) che vengono lavorate non nella maglia sottostante, ma “a cavallo” di più maglie, creando delle vere e proprie arcate. Queste arcate, intrecciandosi con maglie basse di ancoraggio, formano i famosi esagoni.

La magia di questo punto sta nella sua elasticità. A differenza di altri punti compatti che risultano rigidi, il Nido d’Ape ha una memoria elastica che gli permette di distendersi leggermente e poi tornare alla forma originale. Questo lo rende ideale per capi che devono adattarsi al corpo, come cardigan o scaldacollo, ma anche per coperte che vogliamo poter stendere senza deformare.

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Un’altra qualità che amo è la sua versatilità cromatica. Pur essendo bellissimo in un colore unico, il Nido d’Ape esalta i cambi di colore: ogni giro può diventare una fascia di colore diverso, creando un effetto a righe geometriche che ricorda i favi delle api. Se usate un filato sfumato, otterrete un effetto mosaico naturale, perfetto per chi ama i colori senza dover cambiare gomitolo.

Materiali Necessari per il Punto Nido d’Ape

Prima di iniziare, è fondamentale scegliere i materiali giusti. Il Nido d’Ape richiede un filato che abbia corpo e una buona definizione, altrimenti le cellette si perdono. Ecco una tabella riassuntiva con tutto ciò che vi serve per un campione o per iniziare un progetto medio (ad esempio una coperta da 100×120 cm).

Materiale Dettagli consigliati
Filato Lana merino o misto lana/acrylico, 300-400 g per un campione grande. Composizione ideale: 50% lana, 50% acrylico. Titolo: circa 200 m per 100 g (es. Aran o Worsted).
Uncinetto Numero 4,5 mm o 5 mm. Consiglio: usate un uncinetto con punta leggermente arrotondata per lavorare le maglie allungate senza sfilare il filo.
Forbici Forbici da ricamo, affilate e piccole, per tagliare il filo senza sfilacciare.
Marcapunti Almeno 4 marcapunti, preferibilmente apribili, per segnare l’inizio del giro e i punti di ripetizione.
Ago da lana Ago con cruna larga per nascondere i fili finali e cucire eventuali parti.
Livello di difficoltà Intermedio. Richiede familiarità con maglia bassa e maglia alta.
Dimensioni finali Per una coperta: 100 x 120 cm con 10 gomitoli da 50 g. Per un campione: 15 x 15 cm.

Istruzioni dettagliate passo dopo passo

Ora entriamo nel vivo della lavorazione. Il Nido d’Ape si lavora in giri di andata e ritorno, oppure in giri circolari. Per semplicità, vi spiegherò la versione in righe, che è la più comune per coperte e cappotti. La ripetizione base è di 4 maglie + 1 per l’angolo.

Fondazione e primo giro

  1. Avviate una catenella di 21 maglie (o un multiplo di 4 + 1).
  2. Giro 1 (diritto): 1 maglia bassa nella seconda catenella dall’uncinetto, poi 1 maglia bassa in ogni catenella fino alla fine. Girate il lavoro.
  3. Giro 2 (rovescio): 3 catenelle (contano come prima maglia alta), 1 maglia alta in ogni maglia sottostante fino alla fine. Girate il lavoro.
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Il cuore del punto: le maglie allungate

Qui inizia la magia. D’ora in poi lavoreremo le maglie allungate “a cavallo” tra le maglie del giro precedente, creando le arcate.

  1. Giro 3 (diritto): 1 catenella, 1 maglia bassa nella prima maglia. *Saltate 1 maglia, lavorate 1 maglia alta allungata nella maglia successiva (inserite l’uncinetto nella maglia, estraete un anello lungo circa 1,5 cm, gettate il filo e chiudete solo il primo anello, poi gettate e chiudete i due anelli rimanenti). Ripetete da * per altre 2 volte (totale 3 maglie allungate). Saltate 1 maglia, 1 maglia bassa nella maglia successiva. Ripetete da * fino alla fine, terminando con 1 maglia bassa nell’ultima maglia. Girate.
  2. Giro 4 (rovescio): 3 catenelle, 1 maglia alta in ogni maglia e in ogni spazio fino alla fine. Girate.
  3. Giro 5 (diritto): Ripetete il Giro 3, ma spostate le maglie allungate: lavorate 1 maglia bassa nella prima maglia, poi *1 maglia allungata nella maglia centrale delle 3 del giro precedente, 1 maglia allungata nella maglia successiva, 1 maglia allungata nella maglia successiva, 1 maglia bassa nella maglia successiva*. Ripetete da * fino alla fine.

Continuate alternando un giro di maglie alte (rovescio) e un giro di maglie allungate e basse (diritto), spostando ogni volta il gruppo di 3 maglie allungate di una maglia verso destra o sinistra per creare l’effetto esagonale. Dopo 4-5 giri, vedrete chiaramente il motivo a nido d’ape formarsi.

Consiglio dell’esperta: La tensione del filo è tutto in questo punto. Se stringete troppo le maglie allungate, le cellette si chiudono e il lavoro diventa rigido. Se le allentate troppo, perdono definizione. Il segreto? Lavorate le maglie allungate con la stessa tensione con cui lavorate una normale maglia alta, ma estraete l’anello con decisione e senza paura. E ricordate: il filo deve scorrere fluido, non strattonato.

Errori comuni e come evitarli

Anche le più esperte possono incontrare qualche intoppo. Ecco i problemi più frequenti e le soluzioni.

Le cellette non si vedono

Spesso accade perché le maglie allungate sono troppo corte o troppo strette. Assicuratevi di estrarre un anello di almeno 1,5 cm e di non tirare il filo dopo aver chiuso la maglia. Se il filato è molto sottile, usate un uncinetto di mezzo numero più grande.

Il lavoro si arriccia

Il Nido d’Ape tende ad arricciarsi sui bordi se il numero di maglie non è corretto. Contate sempre le maglie: la ripetizione è

Video Tutorial Passo Passo : Guarda Come Si Fa

Per accompagnarti nella lavorazione e vedere ogni singolo movimento delle mani e dell’uncinetto, guarda questo video tutorial pratico e chiaro :

Maria Guiseppe

Maria Guiseppe

Maria Guiseppe è una scrittrice appassionata di crochet e artigianato tessile. Nei suoi articoli esplora il fascino di questa arte senza tempo, condividendo idee e consigli su borsa uncinetto, abbigliamento uncinetto, decorazioni uncinetto e schemi uncinetto. Ispirata dal mondo del fatto a mano, racconta progetti creativi pensati anche per bambini e famiglia, unendo tradizione e stile moderno. Con un linguaggio semplice e coinvolgente, aiuta i lettori a scoprire nuove tecniche e trovare ispirazione. Il suo obiettivo è valorizzare la creatività e sostenere gli artigiani che mantengono viva questa passione in tutto il mondo.

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